Bombe su Pontecosi

Durante la seconda guerra mondiale, a Pontecosi si stabilisce un piccolo presidio tedesco. Nonostante nella seconda metà del 1944 i bombardamenti si facciano via via sempre più pressanti, in particolare su Castelnuovo di Garfagnana, il piccolo centro viene sempre risparmiato. E questo sebbene la diga e la centrale idroelettrica rappresentino un obiettivo sensibile: viene mitragliata da una aeroplano la torre piezometrica a monte del paese, ma non vi sono incursioni. Si è addirittura sparsa la notizia che, grazie ad alcuni giovani entrati nelle formazioni partigiane, Pontecosi sarà una sorta di zona franca. Purtroppo, non sarà così.
Gli ultimi giorni del 1944 sono caratterizzati in Garfagnana dalla reazione americana alla Wintergewitter Aktion: cannoneggiamenti e bombardamenti continui, è praticamente impossibile uscire di casa nella zona a ridosso della Linea Gotica. I tedeschi sembrano essere consapevoli del pericolo imminente anche su Pontecosi e il comando si trasferisce in un edificio sotto il ponte della ferrovia, ritenuto più sicuro, avvertendo anche la famiglia ospitante di sfollare.
La mattina del 28 dicembre, verso le nove, alcuni aerei americani sorvolano il paese, invertono la rotta e iniziano la picchiata per sganciare le prime bombe. Viene colpita una casa e quasi tutti i suoi abitanti muoiono: Raimondo Guidi, marmista di trentotto anni, i figli Michele, Francesco, Maria Grazia e Pietro (rispettivamente di dieci, nove, tre e un anno di età), la madre Diomira Bertucci, di sessantadue anni, e due zie, Eufemia Guidi e suor Maria Angelina Genoveffa Guidi. Si salva solamente la moglie di Guidi, Melania Ceccardi, che, ferita, viene estratta dalle macerie e salvata dai soldati tedeschi nel frattempo accorsi. Nel corso dell’incursione muoiono anche Nemesio Giusti, trentotto anni, che sta facendo delle consegne e pensa di salvarsi riparandosi in un fosso, e Cleofe Bonini (settantanove anni) e Guglielmo Favali (quarantadue anni), madre e figlio.
Ma purtroppo per gli abitanti questo è soltanto l’inizio. Un secondo raid aereo si ha nel primo pomeriggio. Stavolta viene colpito il mulino vicino alla centrale. Muoiono due donne, Amerisa Tovani, di cinquantacinque anni, e Ada Grassi in Tovani, quaranta. Un’altra donna, Amina Guidi in Marchi, cinquantaquattro anni, si ripara in una buca, ma viene colpita alla testa da un sasso e anche lei muore.
Il bilancio è pesante: quattordici vittime civili in un giorno solo.

Molte case vengono seriamente danneggiate e questo costringe parecchi abitanti a sfollare verso località ritenute più sicure, anche se in condizioni di vita precarie: stalle, metati, pollai vengono trasformati in abitazioni; donne e uomini, anziani e bambini non di rado sono costretti a dormire sui pagliai talvolta facendo i turni perché per tutti non c’è posto contemporaneamente.


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Bombe su Pontecosi

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Bombe su Pontecosi 44.133583, 10.385495 Bombe su PontecosiIl 28 dicembre 1944 è una giornata tragica per la Garfagnana. Tra i centri bombardati dai raid angloamericani, pure il paese di Pontecosi: 14 le vittime(continua a leggere)